Da sapere
Sull'opera
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Ritrovata nella metà del 1700 sotto le rovine del monastero di Santa Caterina Martire extra moenia, in San Vittorino (L’Aquila), la scultura venne messa in salvo e conservata nella chiesa di San Michele Arcangelo fino a 1904. Venne poi collocata nel Municipio del comune di Pizzoli, protetta dal rischio di furto. Erroneamente denominata dalla critica come santa Balbina, la scultura ritrova oggi la sua corretta denominazione. È qui esposta, per la prima volta, accanto agli sportelli con le storie di santa Caterina d’Alessandria, con i quali probabilmente condivide la provenienza originaria. Una ipotesi è che le due opere fossero parte di uno stesso tabernacolo.
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