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Creata come immagine per la devozione privata, o come pala d’altare a ornamento di una cappella gentilizia, il trittico si presenta privo della sua carpenteria lignea originale. Le tavole sono state ritagliate in epoca remota per uniformare le dimensioni dei tre pannelli, operazione che ha provocato la perdita della parte più alta del trono della Vergine e del fregio sottostante, con due stemmi gentilizi ormai perduti, recuperato grazie a un restauro non datato. Il trittico era parte della galleria d’arte sistemata al primo piano del palazzo Antonelli Dragonetti de Torres in Via Roio all’Aquila.
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