Descrizione
Discendente da una famiglia di artisti attiva da tempo in città, è considerato il principale interprete dell’ordine francescano in Abruzzo. Per fama, numero e rilevanza delle commissioni, fu uno dei protagonisti assoluti della scena artistica del suo tempo. Il rinnovato fervore spirituale e la richiesta di un’arte devozionale di immediata comprensione trovarono nella sua pittura uno strumento ideale, capace di riflettere il clima socio-culturale dei primi decenni del Cinquecento.
Evidente l’influenza umbro-romana: l’eleganza patetica e aggraziata dei volti richiama Pinturicchio, la spazialità calma ed equilibrata Antoniazzo Romano. Nella produzione più matura, tuttavia, tali suggestioni si attenuano, lasciando spazio a una resa più espressiva, a una costruzione spaziale più vigorosa e a una maggiore naturalezza, segni di un tentativo di aggiornamento in senso raffaellesco.
All’ultima fase della sua attività appartiene la tavola con la Natività della Vergine, animata da una ricca varietà di dettagli e da una vivace esecuzione. In quest’opera convivono elementi della tradizione figurativa del Quattrocento e innovazioni tipiche del pieno Cinquecento, come i raffinati cangiantismi delle figure angeliche.