Descrizione
L’Aquila nel Quattrocento era luogo di scambi artistici fra la cultura locale, la scuola romana e le correnti toscane. Nel 1471 gli scultori Giovanni di Biasuccio da Fontavignone (L’Aquila) e Silvestro dell’Aquila si uniscono in società e affittano una bottega in città, nel quarto di San Pietro. In questo evento potrebbe essere riconosciuto l’inizio del Rinascimento in terra d’Abruzzo.
Le Madonne con Bambino qui esposte mostrano panneggi robusti, volumi plastici, accentuazione dei gesti, sguardi devoti ma allo stesso tempo intimi. Giovanni mostra nella sua scultura influssi toscani e fiorentini, attraverso suggestioni da modelli di artisti come Desiderio da Settignano e Andrea del Verrocchio (maestro di Leonardo da Vinci), assorbiti grazie a contatti diretti, oppure tramite esemplari che circolavano in Abruzzo nella seconda metà del Quattrocento.
La posizione geografica della città favorisce anche stretti rapporti con Roma e con tutto il centro Italia, rendendo il panorama artistico locale permeabile alle influenze dell’opera del massimo pittore laziale del Quattrocento, Antoniazzo Romano. A questo artista è attribuito il trittico qui esposto, proveniente dalla collezione Dragonetti-De Torres dell’Aquila.