Il progetto, sostenuto da Il Museo rigenera Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, trasforma il MUNDA in un laboratorio di comunità dal 9 al 25 ottobre 2026.
Il Museo Nazionale d’Abruzzo ospiterà dal 9 al 25 ottobre 2026 la fase conclusiva del progetto “Sguardi Plurali. Pratiche fotografiche partecipative per la rigenerazione delle periferie. Raccontare i territori, costruire comunità, abitare il museo”, un festival dedicato alla fotografia analogica che vede protagonisti i territori, le scuole e le Case famiglia dell’aquilano, sostenuto da Il Museo Rigenera – Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, volto a incoraggiare iniziative di rigenerazione urbana a base culturale tramite fotografia delle periferie da parte dei Musei e dei Luoghi della cultura statali afferenti al Ministero della Cultura, con il coinvolgimento delle comunità residenti.
L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 9 ottobre alle ore 11.
Il Festival “Sguardi plurali”, che ha l’obiettivo di promuovere il dialogo tra fotografia analogica, patrimonio culturale e periferie, trasformando le sedi del MUNDA in luoghi di incontro, ricerca, sperimentazione e riconnessione tra centro e aree urbane ed extraurbane, dal mese di luglio e nell’arco di cinque mesi sta proponendo un ricco e vario programma di laboratori di fotografia analogica, uscite fotografiche, incontri con fotografi e mostre, cui si affiancheranno eventi, conferenze e workshop, con particolare attenzione al coinvolgimento delle comunità locali, delle scuole e delle Case famiglia.
Attraverso laboratori, percorsi fotografici, attività partecipative, seminari e un festival conclusivo della durata di 17 giorni, il progetto intende intervenire sul rapporto tra centro e periferie, riconoscendo nel patrimonio culturale una risorsa condivisa e nel museo un luogo deputato alla produzione di conoscenza e cittadinanza attiva e rigenerazione urbana, creando un ponte fisico e simbolico tra centro e aree marginali. Questo contenuto progettuale è intrinsecamente connesso all’esigenza stessa del Museo Nazionale d’Abruzzo, che ha una duplice articolazione, con la sede del Castello Cinquecentesco nel centro storico dell’Aquila e il Parco Archeologico di Amiternum in un contesto periferico, conducendo il Museo ad essere luogo deputato alla connessione tra centro e periferia.
Le attività del progetto sono state condotte in collaborazione con l’associazione Slow Photo, che ha ideato tre tipologie di laboratori e percorsi fotografici nei territori, in corso di svolgimento; laboratori di fotografia nelle Case famiglia, conclusi nel mese di agosto; i laboratori di educazione all’immagine che si attiveranno negli istituti scolastici e il Festival conclusivo, che prevede lo svolgimento dal 9 al 25 ottobre incontri, seminari ed esposizioni temporanee che creeranno un dialogo e porranno in relazione figure autoriali stilisticamente differenti, ma accomunate dal lavoro di ricerca di pratiche fotografiche partecipative per la rigenerazione delle periferie.
Laboratori e progetti
Dal 4 al 19 settembre è stata svolta, articolata in 7 incontri, l’attività relativa alla Camera Stenopeica abitabile, ideata e condotta dai fotografi Sergio Maritato e Giampiero Duronio.
L’installazione, concepita come dispositivo immersivo e partecipativo, ha consentito ai partecipanti di entrare fisicamente in una camera oscura a foro stenopeico, trasformando la pratica della fotografia in un’esperienza collettiva di osservazione e di sperimentazione diretta del processo di fotografia. Le immagini utilizzano la fotografia stenopeica, una tecnica senza obiettivo: un piccolo foro lascia entrare la luce e proietta nella camera l’immagine capovolta del soggetto.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra il dispositivo fotografico, il patrimonio del Museo Nazionale d’Abruzzo e il territorio, con l’obiettivo di produrre immagini dedicate a luoghi e beni rappresentativi del progetto, tra cui il Parco Archeologico di Amiternum, sede periferica del Museo, e il Mammut conservato presso il Museo, ma proveniente da uno dei comuni confinanti con quello dell’Aquila. Il progetto ha previsto la produzione di 4 fotografie stenopeiche in copia unica a immagine negativa dei luoghi più rappresentativi del Parco Archeologico di Amiternum e del Museo, tra cui lo scheletro del Mammut.
Avviato dal 18 settembre e in chiusura il 4 ottobre, il laboratorio di fotografia partecipata e racconto visivo condiviso denominato Percorsi Fotografici, ha il suo fulcro nell’arte della composizione e nella costruzione di un progetto visivo, nella storia della fotografia, nell’uso della fotocamera analogica, nelle esercitazioni sul campo e nella lettura dei luoghi storici, nello sviluppo della pellicola fino alla stampa fotografica finale. L’attività è finalizzata a promuovere una lettura consapevole del territorio attraverso la fotografia, mettendo in relazione patrimonio archeologico, architettura, paesaggio e memoria dei luoghi.
Il terzo laboratorio da attuare nei territori, Alternative Processing, dedicato alla cianotipia, è programmato per il sabato 10 e domenica 11 ottobre, nel periodo di svolgimento del festival di fotografia conclusivo. L’attività, condotta dal fotografo Niccolò Cozzi, approfondirà pratiche fotografiche analogiche e processi alternativi, con particolare attenzione alla sperimentazione di emulsioni fotografiche di origine vegetale. L’iniziativa amplia il carattere sperimentale del progetto, mettendo in relazione pratica artistica, fotografia analogica, ricerca sui materiali e attenzione alla sostenibilità dei processi.
Nei mesi di luglio e agosto sono state condotte le attività laboratoriali rivolte a tre Case famiglia del territorio, svolte con l’ausilio dei volontari dell’associazione Slow Photo APS, con l’obiettivo di far utilizzare a minori non accompagnati la fotografia come strumento di espressione personale, relazione e autorappresentazione, favorendo al contempo una diversa modalità di osservazione e racconto del territorio. I laboratori si sono conclusi con visite guidate nel Museo.
L’attività ha consentito di sperimentare il museo e la fotografia quali strumenti accessibili di partecipazione, estendendo le azioni del progetto anche in contesti normalmente meno coinvolti nelle tradizionali attività culturali.
Dal 9 ottobre nel Museo sarà esposta una composizione di oltre 80 fotografie istantanee scattate dai minori delle Case famiglia, che costituiscono una ricomposizione collettiva del Castello cinquecentesco dell’Aquila attraverso gli sguardi di chi lo ha vissuto durante il laboratorio.
Si è concluso anche il Progetto Nomade – Ritratti, una campagna fotografica itinerante condotta nel territorio interessato dai processi di trasformazione e ricostruzione successivi al sisma, con particolare riferimento al circondario del Parco archeologico di Amiternum, nella periferia nord-ovest della città dell’Aquila. Nella mostra che inaugurerà il 9 ottobre i ritratti realizzati dai fotografi Settimio Benedusi e Guido Stazzoni racconteranno 12 storie di rigenerazione interpretate dagli artisti. I volti e le ambientazioni nei siti di Amiternum raccontano l’anima di una rigenerazione del territorio aquilano e del cratere su aspetti come la sfera sociale, personale, artistica e culturale.
Numerose attività sono previste presso le sedi del MUNDA, nelle scuole e nella sede dell’Associazione Slow Photo, culminando nel festival dedicato alla fotografia analogica, che comprenderà mostre dei lavori realizzati durante i laboratori, esposizioni di incontri con gli autori, workshop e appuntamenti aperti al pubblico, con l’obiettivo di diffondere la cultura fotografica e rafforzare il rapporto tra il Museo e il territorio e restituire gli esiti delle attività.
Le attività
Presso gli istituti scolastici i laboratori si differenzieranno, privilegiando per gli studenti più piccoli le attività di educazione all’immagine; creazione delle immagini; costruzione di fotocamere con oggetti di scarto (lattine, scatole di scarpe); possibilità narrativa utilizzando le fotografie e ideazione di laboratori di cianotipia con foglie e fiori.
Agli studenti dai 14 ai 18 anni saranno dedicate le attività di educazione all’immagine; utilizzo di fotocamere e studio della composizione; storytelling; laboratorio di cianotipia e creazione di un progetto fotografico.
In particolare, sono previste:
- esposizione collettiva Rigenerazioni, a cura di fotografi internazionali e di rilievo nazionale, insieme ai lavori realizzati nell’ambito dei laboratori;
- seminari e incontri pubblici dedicati alla fotografia e alla rigenerazione delle periferie;
- momenti di confronto con fotografi, professionisti, studenti e comunità locali.
Il 9 ottobre, nell’ambito del festival, sarà inaugurata la mostra collettiva Rigenerazioni. Persone, luoghi, sguardi in cui, oltre ai lavori realizzati durante i laboratori, verranno esposti i progetti “Spiagge Bianche” di Niccolò Cozzi, “Scampia Anno Zero” di Robbie McIntosh e “A’ croce mia” di Serena Salerno. La mostra nasce attorno a una parola che attraversa, in forme diverse, tutti i lavori del progetto: rigenerazione, declinata secondo tre interpretazioni: persone, luoghi, sguardi.
Le persone si rigenerano attraverso il ritratto; i luoghi mostrano trasformazioni urbane e ambientali; gli sguardi dei partecipanti ai laboratori restituiscono nuove interpretazioni del patrimonio e dei territori.
Al centro è il Museo Nazionale d’Abruzzo, che attraverso il Castello e il Parco archeologico di Amiternum mette in relazione centro e periferia, patrimonio e comunità.
Rigenerare un territorio significa trasformare gli spazi ma anche il modo in cui li guardiamo e li abitiamo.
È previsto inoltre un breve ciclo di seminari denominato “La rigenerazione delle periferie” con incontri che intendono ampliare la dimensione formativa del progetto e favorire il confronto tra professionisti e pubblico interessato.
- Sabato 10 Ottobre – 1° Seminario “La fotografia sociale”, a cura del fotografo Robbie McIntosh
- Domenica 11 Ottobre – 2° Seminario “Il ritratto”, a cura dei fotografi Settimio Benedusi e Serena Salerno
Il catalogo del Festival e il racconto completo delle attività saranno presentati nell’ultima settimana di apertura del Festival dal 19 al 25 ottobre.


