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Al centro dell’affresco, che riprende lo schema del tabernacolo la cui tradizione era molto diffusa in Abruzzo, si erge la figura di sant’Eusanio che con la mano destra impugna le sue stesse viscere, simboli dei supplizi subìti. Ai lati sono raffigurate quattro scene della vita e dei miracoli operati dal santo corredate da iscrizioni che una memoria manoscritta di Angelo Leosini riportata dall’Inventario degli oggetti d’arte della provincia di Aquila del 1934, definisce «leggende di lingua antica aquilana».
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