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Non conosciamo l’identità dell’uomo rappresentato in questo ritratto: si tratta di un privato cittadino, probabilmente una personalità abbastanza in vista nella città di Amiternum. Ha, infatti, la testa velata: dal velo sporgono corte e rade ciocche di capelli che incorniciano un’alta fronte. Ha delle rughe profonde e le sopracciglia, leggermente alzate, incorniciano occhi grandi, quasi sporgenti contornati da palpebre sottili. Il labbro superiore è appena accennato, l’inferiore è invece piuttosto gonfio ed ha, al di sotto, una fossetta. Il collo era forse idoneo per l’inserimento del ritratto in un busto, che non è stato ritrovato.
Alcuni dettagli che sembrano avvicinarlo ai ritratti di Vespasiano. Per questa ragione, è verosimile pensare che il ritratto fosse stato realizzato nell’ultimo trentennio del I sec. d.C.
Anche questa testa è stata recuperata nelle indagini condotte nel 2014 nell’area del teatro, in particolare in una vasca individuata alle spalle del teatro. La vicinanza dell’area al teatro e il fatto che sovente ritratti di privati possano essere attestati negli edifici per spettacoli potrebbe far supporre che la testa facesse parte della decorazione del teatro stesso. Dirimpetto alla vasca è però stato individuato anche un grande edificio pubblico, da cui è anche verosimile che l’oggetto provenga.
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