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La Vergine, avvolta da un manto rosso, accompagnata da due donne, porge al sacerdote il Bambino nudo sull’altare, dove, sul davanti nella parte bassa, un angelo apre una cortina scoprendo uno stemma oggi perduto. La chiesa, gravemente danneggiata dal terremoto del 1703, fu soppressa nel 1795 e riassorbita nel corso del tempo nel tessuto cittadino. Conteneva al suo interno un apparato decorativo realizzato da artisti legati alla bottega di Saturnino Gatti di cui questo affresco è testimonianza.
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