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La maschera teatrale raffigura un personaggio maschile con una capigliatura a chiocciole, la fronte solcata da una profonda ruga e le sopracciglia inarcate. Ha gli occhi sbarrati, un naso piuttosto prominente e la bocca aperta in un ampio ghigno. Le caratteristiche della maschera corrispondono a un personaggio della commedia romana replicato in modo stereotipo in diverse sculture antiche: il tipo comico del papposileno.
Nonostante raffigurazioni di questo personaggio siano attestate in diversi teatri antichi, tra i quali il teatro di Marcello a Roma, la maschera amiternina ha caratteristiche uniche, solo in parte assimilabili a quelle di altri reperti simili recuperati in Italia, in particolare a Parma, e in Spagna, a Cordova. Grazie a questi confronti, possiamo datare anche il nostro esemplare amiternino entro il primo venticinquennio del I sec. d.C.
La maschera è stata ritrovata nel corso di recenti scavi (2014) dell’allora Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo nella vasca di una fontana posizionata davanti al teatro di Amiternum. Con ogni probabilità, quindi, decorava qualche porzione del complesso monumentale, forse gli ambienti coperti da volte che affacciavano direttamente sulla strada principale della città o il muro del palcoscenico.
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