Da sapere
Sull'opera
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Riferita per via della firma apposta sulla base a un pittore proveniente dal territorio teramano, Matteo da Campli, la tavola fu venduta clandestinamente a fine Ottocento e sostituita con una copia; recuperata, fu esposta alla Mostra d’Arte Antica Abruzzese del 1905 di Chieti. L’opera mostra i caratteri tipici della pittura abruzzese del periodo, capace di grande ricchezza cromatica e decorativa.
Il Bambino Gesù è raffigurato con una grande aureola rossa crociata d’oro e con al collo un rametto di corallo, riferimento al futuro destino di passione e resurrezione.
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