Da sapere
Sull'opera
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Proveniente da un sito un tempo sede di un tempio dedicato a Cerere, dea delle messi, l’opera testimonia la continuità di antiche pratiche votive: con l’avvento del Cristianesimo, le donne del luogo continuarono ad offrire grano, ora alla Vergine, in piccole conche di rame. Firmata nel 1262 da Machilone – forse identificabile con un pittore originario di Spoleto – e da suo figlio, l’opera si distingue per la sua imponente e primitiva esecuzione: la testa, massiccia, è incassata tra spalle squadrate, mentre il corpo è ancorato al suolo da calzari simili a rustici zoccoli.
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