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Teopista, nel frattempo, riesce a liberarsi dalle grinfie del capitano della nave e, sbarcata nello stesso luogo dove sono accampate le truppe di Eustachio, si rifugia nei pressi dell’accampamento. Là, per caso ascolta due giovani soldati che, raccontando l’uno all’altro di essere scampati da piccoli all’assalto di bestie feroci, scoprono di essere fratelli. Recatasi dal generale per chiedergli di poter tornare a casa, lo riconosce come suo marito. Dal racconto drammatico che Eustachio le fa dei figli, che ha visto assalire dai leoni e che crede morti, la donna capisce che i due giovani soldati sono i loro figli.
Nella scena, la quarta del terzo registro, è rappresentato il momento dell’incontro tra Eustachio e Teopista nell’accampamento. In primo piano moglie e marito sono colti nell’atto di conversare. Al fianco di lui due soldati, e sullo sfondo le tende dell’accampamento. Sulla destra, è possibile scorgere una porzione dell’ingresso di un edificio, perduto in parte a seguito delle ulteriori modifiche subìte dalle tavolette dopo lo smembramento, come visibile da un confronto con la documentazione fotografica del 1890.
Nel mese di luglio 2022 l’opera, insieme alle tre tavolette raffiguranti Eustachio diviso dalla moglie, Traiano nomina Eustachio comandante dell’esercito, Eustachio in battaglia, sono riconosciute come autentiche dai funzionari del Ministero della cultura e sono acquistate dalla Direzione generale Musei. Dopo una sosta al Consolato italiano di Colonia, vengono trasportate a Roma dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Nucleo di Roma, per poi essere consegnate al Museo Nazionale d’Abruzzo dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Nucleo dell’Aquila. In origine le tavolette erano parte degli sportelli della custodia che ospitava la statua lignea di Eustachio, santo titolare della parrocchia di Campo di Giove (L’Aquila). Ogni sportello era composto da due tavole verticali munite di cerniere, nei cui lati interni erano dipinti a tempera, in sedici scene, gli episodi salienti della vita di sant’Eustachio, dalla conversione al martirio, così come narrati da Jacopo da Varagine nella Legenda Aurea. Nel 1902 gli sportelli furono rubati dalla chiesa. Successivamente le due ante vennero tagliate e le scene che le componevano immesse come “tavolette” sul mercato antiquariale. Di queste otto sono del MuNDA, cinque appartengono a una collezione privata e tre risultano ancora disperse. La scultura è conservata presso la Diocesi di Sulmona-Valva.
Documenti
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, Archivio Storico, b. Campo di Giove, f. Chiesa di Sant’Eustachio.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Archeologia e Belle Arti, v. III, s. II, b. 250, f. 12.
Fondazione Federico Zeri, Fondo Zeri, s. Pittura italiana, b. 123. Pittura italiana sec. XIV. Umbria, Abruzzi, f. 6. Anonimi abruzzesi sec. IVX (inv. foto inv. 31156, 31158; 31162; 31161; 31163; 31164; 31159, 31166, 31167, 31168, 31169, 31170, 31165).
Fondazione Federico Zeri, Fondo Fototeca Everett Fahy, s. Arte italiana, b. Abruzzi-Avignon, f. 4 – Master of Castelvecchio Subequo C.
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