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Tra le numerose repliche esistenti (come quella di proprietà Del Cimmuto di Pescocostanzo, esposta all’Expo di Milano del 2015 o quella presente al Museo “Costantino Barbella” di Chieti), questa acquistata nel 2022 dal Museo Nazionale d’Abruzzo si rivela di estremo interesse non solo per l’ottima fattura ma, soprattutto, per la data “1896” riportata sul retro.
Questa informazione, infatti, risulta di grande utilità se consideriamo che ad oggi la data di esecuzione della traduzione in marmo di questo busto esposta al Museo Civico Diocesano di Sulmona non ha trovato ancora un parere unanime tra gli studiosi. La tradizione ha da tempo riconosciuto nella bella figura di donna in abito tradizionale scannese con in testa il caratteristico “cappellitto” nientemeno che la sulmonese Antonietta Corvi, la moglie di Barbella che egli conobbe grazie all’amico Antonio De Nino e che sposò nel 1889.
A prescindere da questa ipotesi, il bel busto replicato più volte in terracotta e tradotto anche in marmo, riflette pienamente il profondo amore che Barbella ebbe per il popolo abruzzese e le sue tradizioni. Recatosi a Scanno già nel 1881 insieme a D’Annunzio e agli amici del cenacolo, infatti, l’artista trasse da questa esperienza l’ispirazione per la riscoperta del folclore locale inteso come inesauribile fonte della propria creazione artistica e quindi di identità della sua gente.
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