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Secondo la Legenda Aurea si apprende che Eustachio, di nome Placido prima della sua conversione, era un valoroso condottiero che prestò importanti servizi all’imperatore Traiano. Un giorno, durante una battuta di caccia, vede un meraviglioso cervo e lo insegue fino in cima ad una rupe. Qui, tra i maestosi palchi dell’animale, gli appare Cristo, che lo invita ad abbandonare il paganesimo e a convertirsi.
Nella scena, la prima del primo registro della Custodia, Placido è sceso da cavallo e, inginocchiato e con le braccia incrociate al petto nel gesto dell’accettazione, guarda Cristo che campeggia su un cielo dorato tra le corna di un cervo, mentre quest’ultimo poggia in cima ad una rupe. Da notare che Cristo è qui rappresentato in forma umana, mentre nell’iconografia tradizionale è diffusa la rappresentazione della croce. Circonda il capo di Placido un’aureola punzonata, uno dei raffinati inserimenti metallici che si trovano anche in altre scene. Il paesaggio è costruito da ampie campiture di colore che definiscono i piani delle alte rupi, fino alla valle.
Nel gennaio del 2009 questa tavoletta, insieme a quella di Eustachio e la sua famiglia abbandonano la casa colpita dalla peste entrambe dal 1948 nella collezione del Grand Rapids Art Museum in Michigan, entrano a far parte della collezione del Museo Nazionale d’Abruzzo, per volontà della Direttrice del GRAM Celeste Adams. In origine le tavolette erano parte degli sportelli della custodia che ospitava la statua lignea di Eustachio, santo titolare della parrocchia di Campo di Giove (L’Aquila). Ogni sportello era composto da due tavole verticali munite di cerniere, nei cui lati interni erano dipinti a tempera, in sedici scene, gli episodi salienti della vita di sant’Eustachio, dalla conversione al martirio, così come narrati da Jacopo da Varagine nella Legenda Aurea.
Nel 1902 gli sportelli furono rubati dalla chiesa. Successivamente le due ante vennero tagliate e le scene che le componevano immesse come “tavolette” sul mercato antiquariale. Di queste otto sono del MuNDA, cinque appartengono a una collezione privata e tre risultano ancora disperse. La scultura è conservata presso la Diocesi di Sulmona-Valva.
Documenti
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, Archivio Storico, b. Campo di Giove, f. Chiesa di Sant’Eustachio.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Archeologia e Belle Arti, v. III, s. II, b. 250, f. 12.
Fondazione Federico Zeri, Fondo Zeri, s. Pittura italiana, b. 123. Pittura italiana sec. XIV. Umbria, Abruzzi, f. 6. Anonimi abruzzesi sec. IVX (inv. foto inv. 31156, 31158; 31162; 31161; 31163; 31164; 31159, 31166, 31167, 31168, 31169, 31170, 31165).
Fondazione Federico Zeri, Fondo Fototeca Everett Fahy, s. Arte italiana, b. Abruzzi-Avignon, f. 4 – Master of Castelvecchio Subequo C.
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