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Dopo la sua conversione, Placido, insieme a sua moglie e ai suoi due figli, a mezzanotte dello stesso giorno, si fa battezzare dal vescovo di Roma, il quale dà a Placido il nome di Eustachio, alla moglie quello di Teopista, e ai due figli quelli di Agapito e Teopisto.
La scena, la seconda del primo registro della Custodia, si svolge in una ambiente solenne, con volta a crociera sormontata da un frontone finemente decorato.
La composizione è di sei figure. Al centro, Eustachio è immerso nel fonte battesimale fino alla vita e con le mani incrociate sul petto. Alla destra di lui il vescovo è nell’atto di benedirlo, mentre sulla sinistra la moglie e i figli assistono alla scena. Dietro il gruppo in primo piano sono rappresentate tre figure, tra cui il presbitero che alza una piccola brocca realizzata con lamina d’argento e che in origine doveva avere un aspetto più lucente.
Nel 2019, il dipinto viene recuperato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Nucleo di Firenze. Nell’aprile dello stesso anno entra a far parte della collezione del Museo Nazionale d’Abruzzo. In origine le tavolette erano parte degli sportelli della custodia che ospitava la statua lignea di Eustachio, santo titolare della parrocchia di Campo di Giove (L’Acuila). Ogni sportello era composto da due tavole verticali munite di cerniere, nei cui lati interni erano dipinti a tempera, in sedici scene, gli episodi salienti della vita di sant’Eustachio, dalla conversione al martirio, così come narrati da Jacopo da Varagine nella Legenda Aurea. Nel 1902 gli sportelli furono rubati dalla chiesa. Successivamente le due ante vennero tagliate e le scene che le componevano immesse come “tavolette” sul mercato antiquariale. Di queste otto sono del MuNDA, cinque appartengono a una collezione privata e tre risultano ancora disperse. La scultura è conservata presso la Diocesi di Sulmona-Valva.
Documenti
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, Archivio Storico, b. Campo di Giove, f. Chiesa di Sant’Eustachio.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Archeologia e Belle Arti, v. III, s. II, b. 250, f. 12.
Fondazione Federico Zeri, Fondo Zeri, s. Pittura italiana, b. 123. Pittura italiana sec. XIV. Umbria, Abruzzi, f. 6. Anonimi abruzzesi sec. IVX (inv. foto inv. 31156, 31158; 31162; 31161; 31163; 31164; 31159, 31166, 31167, 31168, 31169, 31170, 31165).
Fondazione Federico Zeri, Fondo Fototeca Everett Fahy, s. Arte italiana, b. Abruzzi-Avignon, f. 4 – Master of Castelvecchio Subequo C.
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