Descrizione
Nel Quattrocento l’arte abruzzese è interessata da un’evoluzione stilistica che, da forme squisitamente tardogotiche, giunge a esiti artistici più maturi.
Il massimo pittore locale, Andrea Delitio, parte dall’esempio di Bartolomeo di Tommaso da Foligno, con cui si lega in società nel 1442 a Norcia, e dalla vicinanza a stilemi umbri e marchigiani, per approdare a una pittura di luce di chiara influenza toscana nella seconda metà del secolo. La sua attività di pittore si concentra nei centri di Sulmona, L’Aquila, Atri (Teramo) e Guardiagrele (Chieti), preparando il terreno per l’avvento in Abruzzo di un linguaggio propriamente rinascimentale.
Nell’ultimo quarto del secolo, la pittura si concentra sulla resa dei corpi e delle membra, lo studio della luce e della composizione. Le opere dell’ignoto Maestro di San Giovanni da Capestrano, esposte in questa sala, riflettono le novità della pittura fiorentina e romana di Benozzo Gozzoli e Antoniazzo Romano, giunte in Abruzzo lungo la via degli Appennini.
Anche la scultura segue un simile percorso artistico formale, in cui le forme tardogotiche vengono gradualmente abbandonate in favore di una maggiore fisicità e attenzione per il dato reale.