Descrizione
Un fenomeno caratteristico dell’arte abruzzese è rappresentato da una ricca produzione di statue lignee policrome che conobbe una stagione particolarmente fertile a partire dalla fine del XII secolo. Divenuta una delle espressioni più originali dell’arte medievale della regione, tale lavorazione trova l’origine della sua diffusione nell’abbondanza della materia prima e nella sua relativa economicità.
Le sculture non erano soltanto oggetti di devozione, ma protagoniste della vita religiosa e sociale: rappresentazioni sacre che prendevano parte attiva alle processioni, alle feste patronali e ad altri riti collettivi, rispecchiando i gusti e la sensibilità delle comunità locali. Sebbene realizzate da intagliatori attivi sul territorio, documentano nello stile influenze provenienti dalle regioni del centro Italia.
La sala raccoglie una selezione di sculture rappresentanti la Madonna in trono con Bambino, immagine simbolo di spiritualità e di devozione popolare profonda e partecipata, in grado di unire ieraticità e tenerezza. Accanto a esse, si conserva un raro esempio di Cristo deposto, in origine parte di un più ampio gruppo scultoreo oggi perduto raffigurante la Discesa di Cristo dalla croce.