Il capolavoro rinascimentale, recentemente acquisito dal MiC, diventa patrimonio stabile del Museo Nazionale d’Abruzzo all’Aquila;
La presentazione ufficiale e l’inaugurazione alla presenza del Ministro Alessandro Giuli, con il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi;
All’iniziativa sono intervenuti il Capo Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio culturale Alfonsina Russo, il Direttore generale Musei Massimo Osanna, la direttrice del MuNDA Federica Zalabra, e il Direttore dell’ICR Luigi Oliva.
Nell’anno in cui L’Aquila celebra il titolo di Capitale Italiana della Cultura, da oggi il Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), accoglie nelle proprie collezioni l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Questo straordinario capolavoro del Quattrocento, recentemente acquisito dal Ministero della Cultura, trova la sua collocazione permanente nel Castello cinquecentesco, restituito con un nuovo allestimento, pochi mesi fa, alla pubblica fruizione come sede del Museo.
La tavola opistografa, che reca sul recto un’intensa interpretazione antonelliana dell’Ecce Homo e sul verso il San Girolamo penitente in un paesaggio di gusto nordeuropeo, trova la sua residenza stabile al MuNDA, inaugurando un percorso strategico che conferma la centralità del patrimonio abruzzese all’interno del Sistema Museale Nazionale.
L’arrivo dell’opera è stato celebrato nel pomeriggio con una cerimonia ufficiale alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Sono intervenuti il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, la Direttrice del Museo Federica Zalabra, il Direttore dell’ICR Luigi Oliva e il Ministro Giuli. Lo svelamento dell’opera è stato anticipato da un’anteprima dedicata alla stampa alla presenza del Sindaco Biondi, del Capo Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio culturale Alfonsina Russo, del Direttore generale Musei, Massimo Osanna, della Direttrice del Museo Zalabra, e del Direttore dell’ICR Oliva.
A conclusione della giornata, il Museo Nazionale d’Abruzzo aprirà straordinariamente le proprie porte al pubblico dalle ore 20.00 alle ore 24.00, con ultimo ingresso consentito alle ore 23.00, offrendo ai visitatori l’opportunità di ammirare l’Ecce Homo di Antonello da Messina nella sua nuova sede.
Il dipinto giunge all’Aquila dopo la prima esposizione al Senato della Repubblica dello scorso marzo e a seguito di una campagna di indagini e verifiche conservative curate dall’ICR.
“L’‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina stabilisce oggi la propria dimora a L’Aquila, nel suo anno da Capitale Italiana della Cultura, e giunge nel castello cinquecentesco che ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo. Tutto ciò – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – non avviene per semplice coincidenza, ma risponde a una precisa volontà. Si tratta di una visione più ampia che riguarda il nostro patrimonio culturale: ritengo sia un dovere dello Stato acquisire grandi testimonianze artistiche per assicurarle alla fruizione dei cittadini e trasformare sempre più la bellezza e la cultura italiane in capitale pubblico, in un’ottica di continuità e di responsabilità nei confronti di noi stessi e delle future generazioni”.
“L’arrivo dell’Ecce Homo al Museo Nazionale d’Abruzzo – commenta il Direttore generale Musei, Massimo Osanna – rappresenta un momento di straordinaria importanza per L’Aquila e per l’intero Sistema museale nazionale. La scelta di destinare al Museo questo capolavoro della storia dell’arte, recentemente acquisito al patrimonio dello Stato dal Ministero della Cultura, testimonia una visione che riconosce nel patrimonio diffuso e nella qualità delle istituzioni culturali presenti su tutto il territorio nazionale una risorsa fondamentale per la crescita culturale del Paese. Questo arrivo assume un significato particolare nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura e trova nel Museo Nazionale d’Abruzzo, recentemente restituito al pubblico, dopo 17 anni, nella sede del Castello Cinquecentesco al termine di un importante intervento di recupero e riallestimento, uno dei simboli più significativi del rinnovamento culturale della città. In questo quadro, l’Ecce Homo non rappresenta soltanto l’ingresso nelle collezioni pubbliche di un’opera di straordinario rilievo, ma contribuisce a rafforzare il ruolo dei musei all’interno delle reti di ricerca e valorizzazione promosse dal Sistema museale nazionale, favorendo nuove forme di collaborazione tra istituzioni e nuove occasioni di dialogo tra patrimonio e territori”.
“L’accoglienza stanziale di un’opera di questa portata rappresenta il coronamento scientifico e gestionale della nostra rinascita – dichiara il Sindaco Biondi – Questo intervento non si esaurisce nella dimensione temporanea dell’evento, ma costituisce un elemento strutturale del progetto di valorizzazione delle aree interne grazie alla cultura. È l’eredità concreta del nostro anno da Capitale, che certifica la maturità e la capacità del territorio e sancisce il superamento della sfida per la ricostruzione. Il sostegno del Governo e del MiC, in questo ambizioso progetto comunitario, è stato determinante poiché hanno colto lo spirito del dossier e, anche con questa iniziativa, contribuito alla sua piena riuscita”.
“L’Abruzzo, terra tra le più belle d’Italia, accoglie oggi un’opera straordinaria che assume un significato potente. La visione promossa dal Governo e dal Ministro Giuli testimonia con chiarezza che nessuna terra è ‘lontana’, un impegno costante con una prospettiva di bellezza diffusa – sostiene il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – Il nostro territorio è sempre più centrale nelle politiche culturali nazionali, riconosciuto come spazio strategico per la valorizzazione e la crescita del patrimonio artistico italiano. L’intera regione si colloca così, con rinnovata autorevolezza, al centro dell’attenzione culturale, trasformandosi in uno scrigno prezioso del patrimonio mondiale, capace di custodire e valorizzare arte, storia e identità”.
“L’arrivo dell’Ecce Homo testimonia il notevole lavoro fatto dal Museo Nazionale d’Abruzzo in questi ultimi anni – sottolinea la direttrice del MuNDA, Federica Zalabra – L’opera sarà collocata nella sala 9 dedicata alla produzione quattrocentesca in terra d’Abruzzo. La tavola di Antonello, oltre che per la sua indiscutibile qualità pittorica, permetterà al visitatore di avere un quadro ampio della produzione artistica in Centro Italia, caratterizzata dalla presenza della pittura nord europea contemporanea. L’Ecce Homo, come voluto dal Direttore generale Musei, è stato oggetto di un intervento conservativo a cura dell’Istituto Centrale per il Restauro che ha restituito all’opera i colori originali, ora non più velati dalla verniciatura moderna apposta sulla superficie. La tavola è stata inoltre sottoposta ad approfondite indagini diagnostiche che ci permetteranno di studiare il modus operandi di Antonello, in parte ancora sconosciuto, per approdare ad una pubblicazione scientifica che sarà edita nel 2027”.
“L’acquisizione dell’Ecce Homo e la sua destinazione permanente al MuNDA – ha dichiarato il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo – rappresentano un modello virtuoso di come la tutela ministeriale si traduca in valorizzazione attiva. Non stiamo solo esponendo un capolavoro, ma stiamo potenziando l’offerta culturale del territorio attraverso una narrazione museale moderna e accessibile. Questo “ritorno a casa” non è un punto d’arrivo, quanto piuttosto il motore di nuove economie della cultura, capaci di attrarre pubblici internazionali e di rafforzare il legame tra patrimonio e comunità in un anno cruciale per L’Aquila”
“L’Istituto Centrale per il Restauro, con la Direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale ha accolto la sfida di realizzare la diagnostica più approfondita e il restauro dell’Ecce Homo nei suoi laboratori, nell’ambito di una tradizione di studi sulle opere di Antonello. L’intervento è stato condotto in tempi strettissimi per consentire la sua esposizione al MUNDA, dove i visitatori potranno ammirare la resa degli incarnati, i dettagli e il colore in una veste inedita e spettacolare, arricchita dalle nuove scoperte sulla straordinaria tecnica del maestro messinese”, conclude Luigi Oliva, Direttore dell’ICR.


