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Eseguito nei primissimi anni del‘900 per l’amico Luigi Frasca, il dipinto recentemente acquistato dal Museo Nazionale d’Abruzzo è la replica, in formato minore e con lievi varianti, della grande tela commissionata all’artista dal marchese Raffaele Cappelli per la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati a San Demetrio ne’ Vestini, provincia dell’Aquila. La scena mostra una folla di uomini e donne seminudi che procedono con ritmo ascendente dalle fiamme dell’inferno, che arrossano l’angolo in basso a destra del dipinto, verso la sommità di un costone roccioso su cui si trova una croce salvifica, centro e fulcro di tutta la rappresentazione. Attorniato da un gruppo di persone inginocchiate in atto di preghiera, un giovane seduto rivolge lo sguardo estatico verso una fanciulla dalle ali di farfalla che abbraccia i piedi della croce. Su di essi, un gruppo di angeli versa del liquido purificatore mentre sulla sinistra l’anima trasparente del giovane ascende al cielo.
Già all’epoca della realizzazione del dipinto, apparve subito evidente, che sottesi al tema religioso, si celassero in realtà significati schiettamente massonici. Massone dal 1896, infatti, Patini volle rappresentare in questo dipinto il credo che solo con la Virtù, impersonata dal giovane che si eleva dal fuoco delle passioni terrene e l’assistenza della Ragione/Psiche, simboleggiata dalla fanciulla alata, l’uomo può raggiungere la vera Sapienza.
L’opera è stata acquistata dal Museo Nazionale d’Abruzzo nel 2022.
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